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MERA PEAK – ottobre 2012
November 8th, 2012UncategorizedMatteo 0 Comments

Siamo rientrati dalla Spedizione al Mera Peak – 6450 metri – NEPAL – HIMALAYA – Nepal: sempre fantastico, bello, emozionante: colori, rumori, silenzi, sapori, espressioni, felicità, dolori, caldo, freddo, fatica, vuoto e pieno tutto che si mescola e si unisce all’infinito, ti avvolge e ti coinvolge a volte ti alliena e ti sembra di sognare, poi apri gli occhi ed è tutto vero: questo è il Nepal!!! Partiti in 11 il 4 ottobre alla volta di Katmandu dove ci attendeva Raju, fido collaboratore dell’amico Carlo Mamberto – ottima organizzazione logistica: due giorni di visita alla città che la L. Planet la definisce la Chamonix del Nepal e poi si “vola” a Lukla, con i soliti problemi e ritardi di questi voli ma tanto inutile chiedere e preoccuparsi la risposta è sempra una: no problem sir…. E da qui partiamo alla volta di Chutanga, prima notte in tenda poi primo passo a 4600 metri, dove i portatori arrancano con 40 kg sulle spalle con infradito e senza occhiali e guanti, noi increduli siamo lì che ci lamentiamo delle bolle ai piedi e se avessimo avuto un altro plantare sarebbe stata tutta un’altra cosa: questo è il Nepal. E il viaggio si anima, iniziano le scomodità c’è chi si trova a suo agio e chi comincia a dire ce la farò, avrò fatto bene a venire, chi lo sa??? ma si che hai fatto bene, nessun viaggio ti arricchisce interiormente come questo….. e piano piano, bistari bistari ci avviciniamo all’ultimo villaggio, quota 5000 metri, più alto della punta del Monte Bianco e qui ci sono bambini che giocano con le pietre e con la terra, altro che winny the poo e la play statio o come si chiama,….ed ecco la punta, la vetta, la meta: il Mera Peak – da qui tre giorni e saremo in punta: notte a 5.800 – iniziano le vere scomodità – ma allo stesso tempo affascinanti esperienze dell’alta quota: l’isolamento – il Noi e la Montagna, il mangiare sulla neve, gli sguardi a cercare delle risposte delle sicurezze. Drin drin drin sono le 3.00 del 16 ottobre – ragazzi fuori dal tepore dei sacchi a pelo, prendiamo le sberle in faccia della fredda aria dei -20° C e forza accendiamo le frontali, su gli scarponi, moffole, e si parte…… Ore 5.15 – primi raggi di sole: semplicemente uno spettacolo che ci scalda dentro e fuori e ancora su tra crepacci e seracchi fino alla vetta: ore 9.00 – Bravi a tutti, a chi ce la fatta e a chi non ce la fatta, perchè fare un viaggio come questo, anche se non si raggiunge una punta, vuol dire essere dei grandi. NAMASTE – Teo

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